IL MINISTERO PRESTI LA DOVUTA ATTENZIONE PER LA RIPARTENZA DELL’ANNO SCOLASTICO

Comunicato del Sindaco Leonardo Raito in merito alla ripartenza dell'anno scolastico

Data:
10 Maggio 2020
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In un momento difficile come questo, il Ministero della Pubblica Istruzione dovrebbe avere il doppio dell’attenzione per la situazione della scuola, la sicurezza degli studenti e degli operatori e, dal punto didattico, le ripercussioni di una chiusura d’anno quanto meno anomala. È per questo che resto sorpreso dalle anticipazioni in merito all’assegnazione dell’organico di diritto agli istituti polesani, con numeri ancora più esigui di docenti e personale ata che avrebbe ripercussioni drammatiche e impattanti sulla composizione di diverse classi. Classi da 32 – 33 studenti sono, alla luce del Covid-19, per la composizione della nostra edilizia scolastica e per esigenze didattiche, davvero insostenibili. E a quanto sopra va aggiunto, senza dubbio, anche il tema di una fine anno scolastico 2019-2020 davvero “particolare”, con didattica a distanza, diverse settimane di stop e che, presumibilmente, obbligherà i docenti a un affiancamento nella ripartenza. Insomma, un surplus di lavoro che non può essere facilitato da composizioni di classi troppo appesantite. Questo vale per gli istituti di ogni ordine e grado ma credo che per i comuni sia particolarmente grave per gli istituti comprensivi e quindi per le scuole primarie e secondarie di primo grado. Le prime hanno il dovere insindacabile di costruire i percorsi formativi iniziali per i ragazzi: leggere, scrivere e far di conto non sono questioni rinviabili o dilazionabili nel tempo, pena ritardi gravissimi. Le seconde rappresentano la fase d passaggio fondamentale per la scelta caratterizzante che riguarderà poi i percorsi formativi secondari. Alla secondaria di primo grado ci si confronta con una platea più vasta di docenti e di discipline, con le attività specifiche, tecnica, artistica, musicale, fisica. Creare classi stracolme trasformerebbe il percorso in un autentico calvario. Sono tuttavia certo che l’Ufficio Scolastico Provinciale, da sempre molto attento alle esigenze del territorio, saprà avanzare proposte che a Venezia saranno tenute in debita considerazione. Se i vertici del Ministero non ne tenessero conto, sarebbe davvero grave.  

La ripartenza del nuovo anno scolastico già obbligherà le pubbliche amministrazioni a fare i conti con elementi inediti relativi all’organizzazione del trasporto, dei servizi accessori (mense, doposcuola ecc.), all’uso di spazi comuni (corsi serali, palestre), alla didattica a distanza (hardware e accessibilità delle linee), forse con riorganizzazione di spazi e turnazioni. Pensare di ottenere un servizio di qualità con classi in cui i ragazzi siano stipati come sardine, è davvero impossibile.

 

Leonardo Raito

Sindaco di Polesella  

Ultimo aggiornamento

Domenica 10 Maggio 2020