GIORNATA DELLA MEMORIA 2022. IL MESSAGGIO DEL SINDACO

Chi oggi comprende la responsabilità morale e civile di coltivare il ricordo di quello che è stato, offre un baluardo insuperabile contro le pericolose derive antidemocratiche.

Data di pubblicazione:
27 Gennaio 2022
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La giornata della memoria che si celebra il 27 gennaio deve metterci in condizione di riflettere sulla più grande tragedia umana del novecento. Nel cuore dell’Europa, sulla scia di un pregiudizio antiebraico che, in Germania prima e in altri paesi poi si saldava con totalitarismi votati alla sopraffazione, venivano pianificati la deportazione e lo sterminio del popolo ebraico. Milioni di persone strappate alle proprie occupazioni, alle proprie case e ai propri affetti finivano nei campi di concentramento e di sterminio collocati in Germania e nei paesi conquistati. Cominciava l’Olocausto che tanti atroci sofferenze avrebbe provocato e che si sarebbe concluso con 6.000.000 di ebrei morti, a cui vanno sommati altri milioni di persone provenienti da popoli e da razze che Hitler considerava inferiori. Uno sterminio che fu anche frutto delle ideologie del novecento, ideologie oscurantiste capaci di onnubilare cuori e coscienze, facendo digerire a popoli avvolti dalla sonnolenza crimini indicibili. 

 

Una straordinaria studiosa come Hannah Arendt nel suo libro La banalità del male ha sollevato la questione che il male possa non essere radicale: anzi è proprio l'assenza di radici, di memoria, del non ritornare sui propri pensieri e sulle proprie azioni mediante un dialogo con se stessi che trasforma personaggi spesso banali in autentici agenti del male. È questa stessa banalità a rendere, com'è accaduto nella Germania nazista, un popolo acquiescente quando non complice con i più terribili misfatti della storia ed a far sentire l’individuo non responsabile dei propri crimini, senza il benché minimo senso critico.

 

Proprio per evitare questa uniformità sonnolente delle coscienze è opportuno sfruttare occasioni come quelli di una importante celebrazione civile per non dimenticare quello che è stato, per recuperare il valore civile dello studio della storia e della promozione di una memoria consapevole e analizzata con serietà.

 

È quello che pare auspicare anche quella meravigliosa persona che è Liliana Segre, deportata e oggi senatrice a vita, che con alcuni pensieri ha sintetizzato il valore della memoria: 

 

“L'indifferenza è più colpevole della violenza stessa. È l'apatia morale di chi si volta dall'altra parte: succede anche oggi verso il razzismo e altri orrori del mondo.”

 

“Ho la paura della perdita della democrazia, perché io so cos’è la non democrazia. La democrazia si perde pian piano, nell'indifferenza generale, perché fa comodo non schierarsi.”

 

Coltivare la Memoria è ancora oggi un vaccino prezioso contro l'indifferenza e ci aiuta, in un mondo così pieno di ingiustizie e di sofferenze, a ricordare che ciascuno di noi ha una coscienza e la può usare.”

 

Chi oggi comprende la responsabilità morale e civile di coltivare il ricordo di quello che è stato, offre un baluardo insuperabile contro le pericolose derive antidemocratiche.

 

Leonardo Raito

Ultimo aggiornamento

Giovedi 14 Aprile 2022